Masnade e masnadieri al Castello di Belgioioso
Domenica 31 agosto 2008
sabato 2 agosto 2008
Cavalieri di Ranaan
Correva l'anno 1101. I crociati erano sbarcati in Terrasanta creando il Regno di Gerusalemme. Nell'allargare i confini, giunsero, a Nord di Tel Aviv, ad una roccaforte sperduta nel deserto. Questa rocca, tenuta dagli infedeli era praticamente imprendibile. Trenta uomini, assiepati all'interno, resistettero ad un esercito di migliaia di Fanti. La Fortezza era posta in mezzo ad un mare di sabbia, su una roccia. Non era possibile creare macchine da assedio, scalare le mura né, semplicemente, assediarla. All'interno c'era un pozzo, all'esterno no. Un piccolo contingente rimase comunque di guardia. Un anno dopo, un Capitano di Ventura, dopo aver chiesto al proprio nobile signore gli uomini disponibili, i prigionieri e i servi, e avendo ricevuto poco più del permesso a procedere e di una benedizione, mise in moto il suo piano. Passò un altro anno, o poco meno, e riuscì ad irrompere nella fortezza con i suoi dieci uomini e a conquistarla. Era successo che in quel lungo tempo avevano scavato fino a trovare il pozzo, o delle grotte carsiche, questo la leggenda non lo rivela, e, nottetempo si erano introdotti nella rocca. Gli fu riconosciuto il titolo di Cavaliere e di Signore di Ranaan, la fortezza appunto, e gli fu dato un simbolo araldico, che però lui non usò mai, adottando una rosa dei venti a quattro punte su manto bianco, simbolo di un punto di riferimento nel nulla del deserto. Da qui il Nostro nome. Cavalieri di Ranaan, cavalieri dell'intelligenza, oltre che delle armi. Bianchi i nostri mantelli, una Stella a quattro punte sui cavalieri, abiti semplici per gli scudieri. Membri di una Scuola di Spada Basso Medievale Corazzata, il nostro equipaggiamento è quello in uso, al ritorno dalle crociate, dai guerrieri del 1380. Gli albori delle Armature di piastre (braccia e gambe) su una base di cotta di maglia, sotto, dei gambison da combattimnento, molto spessi, riempiti da crine di cavallo. Gli Elmi sono per lo più Pentolari, barbute, e molto altro. Armi Pesanti, lame da 140 cm per 3 kg, completano l'equipaggiamento. Scelte individuali modificano l'armamento personale. Alcuni di noi propendono per l'utilizzo dello scudo tondo, altri hanno eletto lo stile "della Fiorentina", che utilizza due lame appaiate come propria tecnica di combattimento. Io, come Maestro, prediligo lo spadone a Due mani: centosettantadue cm di acciaio forgiato.
Per informazioni: Scuola d'Arme "Cavalieri di Ranaan" Via Comasina 83 20161 Milano Tel +39 02 - 6480960 Fax +39 02-700418490 Website: www.ranaan.it E-mail: whiteknight@fastwebnet.it
Terre Viscontee, Masnade e Masnadieri al Castello di Belgioioso è un progetto del Comune di Belgioioso in collaborazione con l'Associazione Culturale Italia Medievale per la promozione e la valorizzazione del territorio e del suo patrimonio.
La scelta del tema prende spunto dalle vicende storiche del Castello sia per i suoi legami con la famiglia dei da Barbiano, famosi capitani di ventura, che per quelli con i Visconti che lo fecero erigere.
Le brevi notizie che seguono costituiscono il riferimento storico e cronologico di questo progetto che, proprio a partire dalla Festa Medievale del 31 agosto 2008, si articolerà in varie azioni e iniziative.
La battaglia di Marino tra papato e Bretoni avviene a 12 miglia a nord di Roma. il 30 aprile 1379 Il giorno stesso della battaglia Alberico da Barbiano (1344 – 1409) entra trionfante a Roma. Il Papa, che della vittoria aveva reso grazie a Dio recandosi dal vincitore a piedi nudi, lo crea Cavaliere di Cristo e gli conferisce solennemente un grande stendardo bianco attraversato da una croce rossa con il motto "LI-IT-AB-EXT" (L'Italia liberata dai Barbari). Viene inoltre nominato senatore dello Stato della Chiesa. Nel XIV secolo, in una località che si chiamava forse Torre dei Preti, fu fondato dai Visconti, signori e poi duchi di Milano, un castello di caccia, che chiamarono Zoiosus ('gioioso') e poi Belzoiosus. Nel 1431 il castello fu infeudato ad Alberico da Barbiano, nipote dell'omonimo condottiero ed egli stesso valente capitano.
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